Impianti e Tav

VAL DI SUSA

Traforofrejus

Vista Traforo del Frejus

Il 22 maggio 1854 fu inaugurata la prima tratta della Ferrovia del Frejus, da Torino a Susa, con la prospettiva della realizzazione di un traforo attraverso le Alpi. Il 31 agosto 1857 iniziarono i lavori del Traforo ferroviario del Frejus e nel 1867 della tratta da Bussoleno a Bardonecchia. Nel 1866 iniziarono i lavori della Ferrovia del Moncenisio costruita per rendere più rapide le comunicazioni tra Italia e Francia. La costruzione fu portata a termine dopo due anni durante la realizzazione del Traforo ferroviario del Frejus. La linea ferroviaria era lunga 77,8 chilometri , costruita adottando il locomotive a Sistema Fell per superare 1.588 metri di dislivello da Susa e una pendenza dell’8,3 percento sul versante francese. La ferrovia fu dismessa nel 1871 dopo l’inaugurazione del Traforo ferroviario del Frejus. Nel 1870 fu completato il Traforo ferroviario del Frejus, che permise di collegare la ferrovia Torino-Bardonecchia con la Francia. La ferrovia valsusina assunse così rilevanza internazionale, collegando la Pianura Padana con l’Europa occidentale. La Valle è attraversata da due strade statali, la SS 24 e la SS 25. La Strada Statale 24 e Strada Statale 25 si dirigono rispettivamente verso il Colle del Monginevro e il Valico del Moncenisio Nel 1980, accanto al tunnel ferroviario è stato inaugurato un tunnel stradale (sempre sotto il Monte Frejus), poi integrato nel sistema autostradale italiano mediante la costruzione dell’autostrada A32 (inizio anni novanta). Le principali centrali idroelettriche si segnalano quella di Venaus (che utilizza parte dell’acqua del lago del Moncenisio) di Susa e Bardonecchia.

È attualmente in discussione il progetto esecutivo per un collegamento ferroviario ad alta velocità che dovrebbe passare attraverso un tunnel sotto il massiccio del Moncenisio per collegare trasversalmente l’Europa dell’Est con le grandi città dell’Europa occidentale. Il progetto è però avversato dalla popolazione locale che ha dato vita ha un movimento per impedire la costruzione dell’opera; a causa della certificata presenza nelle rocce che compongono le montagne vallive di elementi alquanto pericolosi per la salute umana: uranio ed amianto. I dubbi principali mossi dai NOTAV si basano però principalmente sul fatto che l’opera non sia giustificata ne’ in termini economici ne’ in esigenze di trasporti.

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